Ciao Marco,
sarebbe da paraculo dire che te ne sei andato facendo quello che amavi, che sei partito scalando quello che amavi, che………. che sarei un paraculo a dire che sono distrutto ma  felice, che te ne sei andati contento, TE NE SEI ANDATO E BASTA!

Lasci un vuoto in tutti noi come alpinista ma ancora di più come uomo, un uomo sempre con il sorriso, un uomo che ha saputo sempre rialzarsi, che nella sfighe della vita ha sempre avuto il coraggio e la forza di girare pagina. Lasci qui tutti noi a bocca aperta e storditi, a navigare nei ricordi della amicizia.

A me lasci una ferita e riapri un’ altra ferita. Era la pasqua del 2012 quando da te ho visto per l’ ultima volta il sorriso di mio papà, tutti insieme ai resi al 2184 a passare quella che sapevamo sarebbe stata l’ ultima pasqua con papà. Nel tuo modo solito ci ha trattati come amici, hai avuto cure e premure per papa senza in alcun modo fargli notare la sua ormai completa disabilità. Sei stato una volta in più amico. Ricordo che papa scendendo mi ha detto “peccato che non ci tornerò più” e quella era la prima volta che mi parlava non facendo vedere la sua forza di guardare avanti ma facendo trasparire che ormai sentiva che tutto stava finendo. Dal giorno dopo papà non si è più alzato dal letto e 18 giorni dopo ci lascerà soli per sempre.

Porterò sempre con me questi momenti, le bobbate sul “panettone” con i bambini lo scorso anno, la tua faccia quando mi hai rivisto con 40 chili in meno….
Ora caro Marco noi siamo qui e tu sei li. Noi ormai non possiamo più fare nulla per te ma tu puoi fare ancora tanto per noi…….

Un abbraccio Butch, dal Buc

 

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