Sono le 8 di mattina, suona la sveglia! La mente inizia subito a pensare ” ma chi me lo ha fatto fare!” ma immediatamente il pensiero si sposta verso una più serena checking list. C’è tutto sentenzio!

Scendo a far colazione. Ma cosa mangerà un triathleta per colazione?
ES_0786.JPGNel dubbio…abbondiamo….. e via che in pochi secondi mi sciroppo una bella 7 fette con la marmellata e una spremuta….basterà? Ma, sempre nel dubbio, facciamoci anche un paio di albicocche!

Bello carico di energie mi vesto e rapida controllata alla borsa….si c’è tutto….o almeno…. tutto quello che penso serva 😉

Apro la saracinesca del garage, metto in moto, carico la borsa e via….si parte…..200 metri e frenata colossale! OSTIA…la bici! Va be….per fortuna che mi sono ricordato…….carico la bici e via, gallerie e uscita ospedale (visto che sono in anticipo facciamoci stare un caffettino, detto il caffettino del tripletta che si sta caccando indosso!). Bevuto il caffettino rifaccio mente locale del materiale in borsa….body: c’è! muta: c’è! Casco: c’è! e così via…. ORPO, ho messo le solette nelle scarpe? Be…. il problema è secondario visto che le scarpe sono in ufficio ( però stavolta mi ero accorto che mancavano in fase preparazione, peccato che mi ero scordato di ricordarmi che mi ero scordato le scarpe). Dopo questa seconda botta di culo e relativo passaggio in ufficio si parte davvero, direzione Vercurago dove incontrerò gli amici della “3life” Billa, None,  Matteo e il mitico Jarno, oggi mio mentore e maestro di prima esperienza. Velocemente carico sulla macchina di Jarno la biga e pronti si parte.20150627_150155.jpg

Arrivati a Sirmione ( non dopo aver sperimentato che a Bergamo asfaltano la tangenziale al sabato mattina)  io e Jarno iniziamo a cercare il parcheggio, seguiamo le frecce “parching” e “orpolotto che fortuna ( va be non abbiamo detto proprio così), un posto”….scopriamo dopo che il posto c’era fosse solo per il fatto che eravamo al parcheggio più lontano in assoluto, diciamo l’ultima spiaggia…va be, a piedi andiamo al ritiro pacchi gara e ritorniamo alla macchina dandoci successivo appuntamento con gli altri al T2 ( con questa passeggiata dichiariamo: riscaldamento FATTO!)

20150627_144041.jpgPrimo atto del buon triathleta è il rito dei numeri, ossia preparazione di pettorale, adesivi su bici/casco e il mitico “tatoo” su braccio e gamba. Per pettorale e adesivi si fila via bene, ora viene da affrontare l’operazione “tatuaggio”. Il mio maestro di avventura legge le istruzioni e sentenzia: “semplicissimo, basta staccare i pezzi, metterlo sulla gamba, premere bene e vedrai che figata”. Dopo 10 tentativi a vuoto decidiamo che qualcosa non va. Jarno con fare molto diplomatico si avvicina ad un camper parcheggiato in fianco a noi, confabula con il tipo e torna soddisfatto, ” basta bagnarlo! pensa che figata!”. Vi risparmio il risultato dell’operazione, diciamo che quello sulla gamba era decente, al braccio abbiamo provveduto con un bel pennarello a stamparci il numero.

Ok..adesso è tutto pronto! Zaino in spalla ( o meglio Jarno zaino in spalla io, che da pirla non ci avevo pensato, mi arrabatto la borsa sulle spalle con relativa scarpa bici che punta nella colonna vertebrale e scarpa running che cerca di disossare il collo). Partenza alla bersagliera e via verso al T2. In T2 depositiamo le scarpe e ci uniamo a Matteo, Billa e None che ormai erano bolliti a furia di aspettarci, visti i tempi tecnici dell’operazione “tatuaggio” 🙂

20150627_150222.jpgOre 12:35 Billa sentanzia “MUTA VIETATA!” Alla prima faccio finta di non sentire, starà pigliando per i fondelli….alla seconda mi giro, incrocio lo sguardo di Oreste (che nel frattempo ci ha raggiunti) che ride di gusto e con fare stupito dico ” pigli per il culo….vero???” Risata colossale e capisco che non pigliava per le terghe…..MORALE: esordirò al mio primo triathlon senza muta c…o! (non che cambiasse molto visto che non l’avevo mai usata ma mi dava quella carica in più, un po come la copertina di Linus). Sinceratomi che non fosse possibile che cambiassero idea ( e dopo relativo rosario annesso) lasciamo la muta in macchina di Billa ( non ero molto dell’ idea…magari cambiano idea all’ultimo…ma nulla…mi confermano che è impossibile). Il tragitto T2 – T1, documentato come rapido e vicino sul libretto gara, si rivela una prima 5 km ciclistica di riscaldamento (naturalmente sempre con il borsone in spalla)….arriviamo in T1, deposito bici. Io emozionantissimo verifico di aver messo bene il casco, di averlo allacciato, mica da far incazzare il giudice. Entra Jarno e io dietro ben posizionato in sella. Jarno passa, risale sulla bici e inizia  a fare il lungo viale delle rastrelliere. Il giudice mi controlla il numero, il tatuaggio ( non vi dico la faccia per la bellezza dei miei tatuaggi), mi guarda e mi dice ” vorrai mica andarci sopra alla bici”. Primo istinto era dirgli ” no guardi, normalmente mi ci metto sotto per pedalare” ma poi ci penso bene e giungo alla conclusione che se  me lo chiede c’è qualcosa non va”…educatamente dico ” assolutamente no, si immagini”. Scendo e intanto penso ” perché a me va calare e Jarno no?” Dopo 1 minuto che cammino con la mia fida bici a mano e penso capisco perché….perchè Jarno è un livornese e si è fatto dare un bel cartellino GIALLO….vai a fidarti del tuo maestro! :-).ES_0786.JPG

Arrivo al mio numero, posiziono la bici e la mia bella salvietta, ci metto sopra le scarpe con dentro le lenti di scorta e i guantini, scoccio i gellini al canotto e controllo che tutto sia in ordine. Faccio per uscire ma sento chiamare “546”, mi giro e di istinto ” comandi!“. Il giudice, probabilmente impietosito, mi guarda e ridendo mi dice ” il casco lo porti in acqua o preferisci metterlo sulla bici”……va be…capita….ostia!

BS_0647.JPGOk adesso è tutto fatto…siamo pronti a partire. Si prontissimi, non fosse che mancano 3 ore alla partenza! E cosa cappero si fa per tre ore? Non ci crederete ma sono volate, tra una passeggiata, una chiacchiera con Jarno, billa, none, Matteo, Gianluca e Luca che nel frattempo ci hanno raggiunti, un paleopanino con pomodoro e mozzarella e una spremuta di melograno che come dice Jarno “fa un bene della madonna” ( anche se non ghiacciata probabilmente ne fa di più!) è arrivata subito l’ora di prepararsi.ES_2973.JPG

Ok adesso lo sputtamento è ufficiale! mi sono infilato il profilattico nero con ben in vista ” 2 Slow” e il nome…peccato che sia POLO e non PAOLO visto che me lo sono fatto prestare dal Polo ( ringrazio anche Dome che me lo ha prestato anche lui ma ho messo quello di Polo che almeno era più simile come nome). Adesso c’è un problemino visto che la partenza è all’ altra parte della punta e che le borse vanno qui…dove mettiamo poi le zibrette? Il maestro sentenzia “semplice….si va a piedi nudi!” Orca vacca che male penso, doppio CAZZZZEN quando vedo che il maestro se ne va con le zibrette invece che a piedi nudi (come da lui proposto) visto che, da buon toscanaccio, ha ruffiano un deposito ciabatte nella borsa della compagna di NONE! Morale: partiamo belli NON zibrettati saltando come capretti da un’ombra all’altra, con relative imprecazioni. Arriviamo alla spiaggia “bene andiamo a testare l’acqua” dichiara Oreste. Si scende dai sassi e via …..dentro…FANCULO ALLA MUTA VIETATA…un freddo della miseria! Con disinvoltura faccio finta di niente,  nuoto un paio di bracciate, poi mi riporto a riva…non vorrei affaticarmi troppo 🙂 Uscendo guardo le boe…ma quanto sono lontane??

BS_0964.JPGOre 16…..partono le donne…bene ci siamo….si come no…prima che parto io potrebbe anche calare il sole visto che parto in 7° batteria. La tensione sale e il BUC che faceva battute a nastro se ne è andato ed è rimasto solo con quello (poco) più serio che però si sta letteralmente CACCANDO addosso ( poi capirete che non lo dico in senso figurato). Si entra in gabbia, spunta, piedi in acqua, guadagno la posizione che mi ero prefissato, ossia ai lati per evitare la tonnara, VIA. L’acqua di colpo pare meno fredda, la tensione pare sparita e la bracciata è bella fluida, pare che il Buc entrato in acqua prima fosse un’altro…..OK! adesso a noi TRIATHLON!

Procedo senza timore, ogni tanto guardo la boa ma adotto la tecnica di seguire le scie degli altri. In poco tempo raggiungo quella boa che sembrava lontanissima, testa bassa e via verso la prossima. Ma ecco che qualcosa deve succedere…una fitta allo stomaco, la sensazione che già conosco del “monoblocco”! Ma porca miseria BUC non hai ancora imparato ad andare al bagno prima di partire? Stomaco e acqua fredda…effetto infernale. Fa male a destra e fatico ad allungare la bracciata, adotto la tecnica di fare un po di rana ogni tanto e pare funzionare. Guardo le cuffie intorno a me, sono ancora del mio colore, anzi con qualcuno delle batterie prima. BS_1029.JPGAndiamo avanti….seconda boe e via verso il castello. In men che non si dice siamo dentro le mura, abbasso la testa e vado bello concentrato solo che qui invece valeva la pena guardare un poco di più visto che stavo per schiantarmi contro il muraglione del castello. Rapida correzione di rotta e via. Senza accorgermi altra boa e via verso l’uscita. Non guardo l’ orologio perché oggi del tempo non me ne frega nulla ( e questa sarà una costante per tutta la gara), vedo la salita e il tappeto blu. Con calma (avevo una caga di scivolare…) salgo e mi dirigo verso la mia bici. Corricchio ma non troppo, rido e sorrido a tutti. Arrivo alla bici e ripasso i consigli di Polone, ossia subito casco allacciato e numero!. Asciugo i piedi, metto i calzini e infilo le scarpe. Can calma, controllo tutto e via verso l’uscita. Correre con le scarpe da bici è scivoloso quindi non corro ma cammino veloce ( a fine gara scoprirò che sia in T1 che in T2 ho fatto IL PEGGIOR TEMPO ASSOLUTO 🙂 ).

Inforcata la bici si parte subito a canna, cerco un treno ma quelli veloci lo sono troppo e ho paura di sfondarmi, quelli lenti sono troppo lenti. Mi metto insieme ad uno della CMN di Milano e, seppur tirando parecchio io, andiamo via insieme. Oggi non mi interessa, per me è solo divertimento anche se pedalando sulle nostre strade sono abbastanza abituato ai saliscendi, ai cambi di ritmo e alle curve strette. Andare a canna in gare con scia devi avere un poco di esperienza sopratutto in curva, io l’avevo ma bisogna togliere un poco di ruggine. I km sotto le ruote volano e senza accorgermi siamo in T2. Giù dalla bici e via alla rastrelliera, giù il casco e girare il numero, scarpe da running e via. 10 passi e il monoblocco spinge nell’intestino, rallento cammino un attimo, riparto e 20 passi e ci risiamo…dolore addominale impressionante, voglia di far aria ma nulla, una sensazione bruttissima. ZS_2526.JPGRicamino e cerco di ripartire ma nulla….sempre peggio. Mi rendo subito comntoche oggi sarà così, cerco un cesso ma nulla, neanche uno. Non sto a raccontavi la frazione run perché è stata un corri cammina, piegati, spingi per 10 Km. Ma oggi il mio obiettivo era arrivare sotto quell’arco. Passano i km, le provo tutte ma nulla. Ormai ci siamo, ultimo giro di boa ed è finita. Jarno mi aspetta da 40 minuti sotto quell’arco, mi incita, grida, lo speacker grida “GRANDE BUC, primo triathlon”. L’ho finito, non sono distrutto, mi sono divertito…sono un triathleta! Guardo in alto…TVB!

01_07_2015_13_23_05Grazie a JARNO, BILLA, NONE, ORESTE, MATTEO, LUCA, GIANLUCA che avete preso un “2SLOW” fra voi come uno della 3life ( questo è il bello il nostro sport, dove non c’è squadra o astio ma solo amicizia), grazie a POLO, LONE, CE, DOME, IGOR per il supporto fisico e morale, sia prima che durante,, ai miei fratelli PAOLO e PIER che, seppur lontani, mi hanno sostenuto, grazie a MICHELA, MATTEO e CECILIA che mi hanno  permesso di allenarmi per questa gara e mi sopportano sapendo bene che questo è solo l’inizio, grazie a mia MAMMA per avermi creato battagliero e ultimo ma sicuramente primo al mio BABBO che, seppur non qui fisicamente, mi ha seguito Km su Km, dato consigli e spinto nei momenti difficili. Sono quell’arco eravamo insieme, sentivo che mi abbracciavi e incitavi.

 

Se vuoi vedere l’album della mia gara lo trovi su  Google Foto

 

Aggiornamento: in pausa pranzo mi sono riletto il post del novembre 2012 dove descrivevo la mia prima maratona a TORINO….da pelle d’oca! Chi vuole rileggendo è qui

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