Venerdì,  fermo dalla corsa e alla ricerca di una voglia di far altro che non arriva, mi sono imposto almeno di andare a fare una passeggiata al parco. Poche centinaia di metri, una mera ricerca di stimolo per uscire dall’ozio che mi assale.

Ma quello che voglio dire non è la passeggiata, della quale quasi mi vergogno, ma le sensazioni che in quei 15 minuti ho cercato di raccogliere e di sintetizzare.

Da una settimana, su consiglio del medico, ho abbandonato plantari e mene varie in attesa di definire meglio la situazione. Inutile accanirsi se la soluzione non è corretta è stata la frase.

Camminando con le scarpe antipronazione che ho mi sono reso conto davvero di come la mia gamba sinistra venga buttata là, senza controllo. Un piede stinco che impatta con l’asfalto e poi si rialza. Sempre sulla sinistra sento come il supporto  punti verso la fine del calcagno, quasi a renderlo impotente, che subisce una spinta senza poterla controllare. Mentre la destra non ha questa sensazione. Mi rendo anche conto di come, giustamente essendo scarpe antipronazione e non supporti,  la mia volta non sia appoggiata.

Tutto questo mi porta ad un equilibrio instabile, tendendo a supinare, come se camminassi sul ghiaccio.

Seduto sulla panchina ho tirato insieme le idee e mi rendo conto che la situazione secondo me non è disastrosa, ma deve essere affrontata piede per piede. Tralasciando gli ultimi plantari, per i quali sono in attesa da due mesi di essere convocato per sistemarli che mi portano a camminare sui tacchi ( inusabili ma secondo me sistemabili come deve essere se chi me li fa mi ascolta e sopratutto guarda a camminare e non solo su una pedana), mi rendo sempre più conto che quelli artigianali fatti con l’amico Marco Zanchi, che per inciso di lavoro non fa i plantari ma è il miglior risuolatore VIBRAM esistente, fosse solo per il fatto che lui non monta le suole ma per prima cosa le usa, le testa, le conosce essendo tra i 5 migliori ultratriler italiani, siano la soluzione giusta, migliorabile ma giusta.

Perchè la penso così?

Io ho un tallone valgo abbinata ad una volta leggermente alta. Il tallone valgo l’ho da che ero piccino. Cercare di correggere e non supportare  mi porta a sbilanciarmi di brutto, il mio corpo è ormai assestato per correggerlo da solo. Mettere dei tasselli sotto mi porta ad andare in fuori. Marco ha fatto un supporto per la volta che mi permette di non affondare e da solo permette, con margine di miglioramento,  di limitare la pronazione senza mettere spessori sul calcagno.

Con i plantari di Marco sento che non sono a posto ma sento di essere stabile, non vado in supinazione.

Naturalmente questo non è un verdetto ma un insieme di sensazioni che ho voluto mettere giù più che tutto come promemoria per me.

Ma mi chiedo…..nessuno di voi ha avuto problemi simili? Come li avete risolti. Mi farebbe piacere sapere, fosse solo per sapere che esiste una via di uscita.


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