Se in testa ti torna la parola “ricominciamo!” significa che un qualcosa svolta.
Sono stati tre anni sofferti e in qualche modo tristi sotto l’aspetto sportivo quelli che mi hanno diviso dalla Monza Resegone 2014 e oggi.
L’infortunio di certo ha messo del suo ma il vero problema di questi tre anni è stata la mia testa. Arrivavo da anni di grazia dove da “divanista”convinto ero diventato un quasi atleta. Avevo perso tanti chili e correvo per la voglia di farlo, per l’appagamento interiore che me ne derivava. Poi lo stop per infortunio e la lenta ripresa. La mia testa però è andata in cortocircuito sotto l’aspetto sportivo e ambiva a troppo. Non che non sia contento di quello che ho fatto ma se guardo la bilancia ho perso molto di più di quello che ho ricevuto. Si certo mi sono fatto un mezzo IRONMAN ( monco ma assicuro duro da paura) con tutta la sua preparazione, ho ripreso a nuotare e andare in bici ma non ero contento. C’era sempre una interiore ricerca del troppo che si scontrava con la condizione. Il non riuscire a arrivare dove volevo creava sconforto, lo sconforto si combatteva di ragione e si andava avanti. Il non essere appagato dentro creava ulteriore rabbia che alla fine si sfogava sul cibo e questo produceva, anzi produce tuttora, solo un peggioramento della condizione. Un circolo vizioso che dopo AIX è diventato una voragine che mi ha trascinato dentro. La scusa dei postumi dell’infortunio (che scusa poi alla fine non è perchè comunque un problema fisico vero è cmq venuto fuori), la ricerca di una correzione meccanica che ormai sono abbastanza convinto serva ma nessuno riesce a farla come dico io procurandomi anzichè una miglioria un peggioramento della situazione mi ha portato a dove sono arrivato ora, o almeno fino a fine Gennaio. Ero diventato un quasi ex sportivo, che faceva controvoglia il minimo sindacale ma sopratutto non godeva e trovava felicità in quello che faceva. Un atleta che in 3 anni ha fatto 3 gare di triathlon ( non che mi lamento ripeto, da non nuotare a due Olimpici e un mezzo Ironman non posso dire nulla) ma non se le è godute. cercava di allenarsi come uno serio ma alla fine era più cazzone di quello di sempre. E il peso è tristemente tornato a 3 cifre. A gennaio la coscienza che era necessario variare e l’inaspettato ritorno di fiamma che deve essere preso al volo. Mi iscrivo a due gare con spirito nuovo, so bene che la mia classifica sarà da vincitore della classifica ribaltata ma l’ho fatto. e ringrazio il cielo di aver preso quell’input e non averlo fatto passare. Gennaio Marzo sono stati ancora mesi interlocutori ma molto è cambiato. Da eremita della corsa mi sono rimesso a correre ridendo e scherzando con i mei amici SEMMATT, noi il nucleo storico Jerry, Io, Pier e Sacchi abbiamo reclutato nuove amicizie ossia Dino e Ferro, abbiamo ricominciato a fare gruppo, a prenderci per il culo ma sopratutto ad andare a fare gare e correre insieme da amici. E l’amicizia ritrovata del gruppo ha riportato l’amicizia con la corsa. Ho tolto gli alibi, via plantari e minchie varie e ritorno allo zero. Un paio di pedule antiprono e la voglia, quelle servono. esco, soffro, corro, cammino ma sono felice. Tornare a fare qualcosa di decente su strada ci vorrà tempo, a dire il vero non so neanche se mi interessa. Vado per boschi e quello è il mio ambiente, raspo su e quello sono io. Ci vorrà tempo ma la voglia è tornata. e con lei tutto l’indotto. Mi sono rimesso senza troppa fatica in riga, dato un obiettivo di riperdere i 15 Kg di zaino che mi sono autoricostruito intorno e ritrovare la gioia e il sorriso. Mi iscrivo a gare senza preoccuparmi se farò brutta figura arrivando ultimo ma sapendo che probabilmente sarà così ma taglierò di certo il traguardo e lo farò col sorriso. Poco conta se i miei soci che prima a volte aspettavo ora aspetteranno me, anzi sono felice che così sia.
Grazie SEMMATT, molto di questa mia rinascita è dovuta a voi, a voi tutti ma soprattutto a quella suocera del mio gemello diverso PIER e il compagno di prime pazzie e anche attuali JERRY.

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