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29 Aprile 2015

Autocelebrazione…scusate ma ci sta!

Ebbene si, sotto ai polemici ma questa volta me ne frego e voglio davvero dirmi da solo un BRAVO.

La mia storia è nota a tutti, chi non la conosce la trova qui.

Ebbene il 28 Gennaio di quest’anno mi sono imposto, dopo un principio di rilevitazione dovuto allo stop forzato, di rimettermi in riga e perseguire l’ obiettivo finale della mia trasformazione (che avevo sospeso per eccessivo calo ( -40 KG)  e per assestare il risultato) che per me significa raggiungere un peso di 82-85 Kg.

Per fare questo mi sono affidato ad una nutrizionista che mi ha spiegato per bene i principi dell’alimentazione e non mi ha dato una dieta ma un regime alimentare.

Da quel giorno sto con impegno applicandomi e cercando nei limiti del possibile di non sgarrare.

Al giorno 29 Gennaio abbiamo fatto una prima analisi e ieri l’abbiamo rifatta. Questi i risultati:

29/01/15 29/04/15 DELTA
Peso 95 90 -5
BMI 29,9 28,4 -1,5
Massa Magra % (FFM) 82,5 83,5 1
Massa Grassa % (FAT) 17,5 16,5 -1
Rapporto Magra/Grassa 4,7 5,1 0,4
Spalle  114  118 +4
Petto  116  112 -4
Vita 99 94 -5
Fianchi 102 100 -2

E quindi si, BRAVO BUC caspiterina me lo merito!

In 12 settimane ho perso 5 chili, ma la cosa più importante è che ho diminuito in percentuale la massa grassa e conseguentemente aumentato la magra ma anche, e questo è quello del quale vado più fiero, perso 5 cm di cintura lungo la strada e 4 cm di zinne  oltre aver messo li 4 cm di spalle ( thanks swim)

Ora si continua, diciamocelo chiaramente l’ obiettivo che mi sono dato è 85 Kg per Luglio, continuando la mia preparazione fisica e devo dire che possiamo riuscirci.

 

 

28 Settembre 2013

L’ essenza della gara

“Spesso mi si chiede quanto sono arrivato ad una gara, che sia una maratona o un Ironman. Non è la domanda giusta, la domanda giusta è “cosa ti ha dato questa gara, perché fai queste gare?”
Per me la cosa più importante è la ricerca dei propri limiti e la gara è quasi esclusivamente con se stessi. Perché alla fine tutto gira intorno al fatto se riuscirai o no ad arrivare al traguardo! E poi entare nel corridoio finale tra due ali di folle non c’è stat più grande che giundìgere la traguardo con le bravvioa alzate, una gioia incontenibile.”
Michele Zucchi – Finisher Ironman Francoforte 633 Minuti

Penso che questa frase, che potete ascolatre intorno al minuto 2:30 di questo bellissimo video debba essere una regola per tutti coloro che corrono. Io nel mio piccolo credo fermamente in questa ma non ho mai trivato parole più incisive e semplici per dirlo. Grazie Michele

24 Luglio 2013

Sbattere contro se stessi

Postino veloce veloce per cercare di spiegare un concetto a chi non ha mai provato.
Fare una maratona non è solo correre 42 chilometri ma è sopratutto allenare il proprio corpo e la propria mente a combattere con se stesso.
Il nostro corpo non è fatto per correre 42 chilometri, la nostra mente potrebbe esserlo.
Allenare il corpo a correrli è piu facile che allenare la mente.
Il nostro corpo le energie per farlo da qualche parte le tira fuori, se allenato male le prende dalla parte sbagliata e questo errore tecnico si ripercuote poi sulla mente. La mente l’ energia non può prenderla che da te stesso, sei tu la sua energia, la tua tenacia gli da forza.
Se il corpo cede e hai un carattere forte ti trascini al tuo obiettivo, se cede la mente non ti muovi più da li.
Nei tuoi 42 chilometri ti passa nelle mente di tutto…impara a combatterlo, impara a non mollare e non demordere, gestisci te stesso. Insegna la tuo corpo a fare quello che dice la mente.
Gestisci le tue energie, fisiche e mentali.
E ricorda sempre che LA CORSA E’ DIVERTIMENTO, se non ti diverti MOLLA!

13 Giugno 2013

Brividi….Monza Resegone SEMMATT arrivano

23 Maggio 2013

Spirito di squadra

Cosa serve per la Monza Resegone? Serve un poco di pazzia ma sopratutto serve conoscere il vero significato di alcune parole.

Ho scovato in rete stasera un post di Noemi Gizzi che mi ha fatto riflettere. Di certo il suo spirito non può essere uguale al mio, lei corre per vincere, io per arrivare poichè questa sarebbe la mia vittoria. Ma in alcuni passaggi mi ha fatto riflettere.

Cerco di spiegare il perchè. Quest’anno correrò la “Monza Resegone” la mia prima gara a squadre, anzi ad essere onesto penso sia la prima volta in assoluto che mi cimento in qualcosa dove il risultato non è legato solo ed esclusivamente a me stesso. Chi mi conosce lo sa che non ho mai fatto sport di squadra, uno perchè non mi piacciono, due perchè essendo una sega inumana in tutti ( calcio, basket, pallavolo, ….) non mi sceglieva mai nessuno e quidni ero sempre di troppo. Ma non aver fatto sport di squadra non significa non saper cosa significa “fare squadra”.

Fare squadra secondo me non serve essere gli amici per la pelle, non è necessario che chi corre con te sia quello con il quale fai le ferie da una vita ne serve, anche se devo dire che aiuta, che sia la persona con la quale è tre anni che corri.

Serve che tra la terna ci sia affiatamento e rispetto. Che la tua fatica sia la mia fatica, che ci si capisca con uno sguardo, che uno sappia interpretare i segnali dell’ altro. Devi capire quando dovrai dare il bastone ai tuoi soci e quando lo zuccherino, quando devi smadonnargli dietro e quando devi andargli di fianco e fargli sentire che sei li, capire quando la sua crisi ha bisogno di un gellino, quando ha solo bisogno di due parole, quando di una botta sul culo e quando di una mano alla quale aggrapparsi.

E questo in una terna deve esistere! Questo rapporto intimo non lo costruisci vedendoti la sera a bere una birretta ma solo ed esclusivamente CORRENDO INSIEME, macinando chilometri ridendo e scherzando, soffrendo e bestemiando.

Serve crederci, essere dentro tutti nell’ obiettivo, serve sapersi parlare senza parlare…poi se salti salti, ma non devi avere nessun pensiero di non aver fatto qualcosa o fatto qualcosa di sbagliato.

Dopo questa presopopea vi lascio alle parole della Noemi…..

Riuscire a diventare un unicum”, forse è questo il segreto per essere squadra fino in fondo. Riuscire a sviluppare una tale sintonia di intenti, che quando la tua compagna in gara ti grida cattiva: “Ma che cazzo di ultramaratoneta sei?!?”, tu senti che le vuoi un bene dell’anima, e che in quel momento, nonostante la fatica, non vorresti essere con nessun altro, da nessuna altra parte……….

…..io i più “recalcitranti”, gli individualisti più sfegatati, li porterei a seguire (prima ancora che a correre) la Monza-Resegone. Li posizionerei a Calolzio, e da lì farei in modo che seguissero la lenta salita di tutti, soprattutto delle terne nelle retrovie. Farei in modo che vivessero in diretta l’esperienza di chi avanza bestemmiando per la fatica, spingendo ed incitando i compagni, fermandosi per i crampi ma poi ripartendo. E anche quella di chi accetta serenamente, seppur con le lacrime agli occhi e la rabbia nel cuore, di fermarsi quando un compagno alza bandiera bianca. “Salti tu, salto io”.

Che strano – si potrebbe pensare – può mai una sola notte racchiudere così tanti insegnamenti?  Sì, perché, in fondo, non è una notte come tante altre, è la notte della MO-RE. Chi l’ha vissuta, da protagonista o spettatore, lo sa bene e se la custodisce gelosamente, non fosse altro perché ci ha lasciato un pezzettino di cuore. (cit Noemi Gizzi )

 

17 Gennaio 2013

I run to be the best version of myself

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