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28 Settembre 2016

Valtellina wine trai

STEP ZERO.ZERO: il coraggio di dire di no

Il nuovo regime alimentare, seppur con qualche strappo nell’ultima settimana, procede e presto vorrei renderlo più organizzato e organico con una mini guida nutrizionale.

Ma oggi non voglio parlare di questo ma di una cosa bella che mi è successa mentre ne facevo una meno bella.

Venerdì ho preso la decisione di rinunciare alla VALTELLINA WINE TRAIL, una gara che inseguo da anni e che quest’anno avevo messo in calendario, a dire il vero più che messa in calendario era l’unica gara che puntavo a fare.

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18 Settembre 2015

Perché lo fai????

Ma chi te lo fa fare di faticare quando potresti startene li seduto in panciolle e riposare?

Semplice: l’adrenalina e la voglia di rivincita. L’adrenalina che ogni volta che la tua testa passa in modalità sport si scatena dentro di te, la voglia di rivincita è quella cosa che da sempre mi fa combattere con me stesso, il dimostrare a me per primo che il buc 1.0 ( quello che si era seduto ed era arrivato a 130 Kg) è stata una parentesi e ora c’è un nuovo Buc che ha carattere da vendere.

La testa impartisce ordini al fisico ma ricordate che la testa riceve forza dal fisico!

24 Settembre 2013

Camminata Manzoniana 2013 – Road to Venice

Domenica io e il buon Enrico abbiamo fatto il primo lungo verso Venezia. Abbiamo approfittato della Camminata Manzoniana che si correva in quel di Lecco per usufruire dei ristori che in un lungo vengono sempre comodi. Ci eravamo iscritti come gruppo Sportivo CRI Lecco ma alla fine, in segno di rispetto verso l’ amico Giandomenico, perito in un grave incidente stradale, abbiamo deciso all’unanimità di non correre come gruppo sportivo CRI . Io personalmente ho voluto portare un segno di partecipazione al lutto mettendo un fiocchetto nero sulla divisa dei “matt”.
Obiettivo era farne più di 30…e così ho pensato bene di giuntare là un poco di KM. Con Enrico, corrotto la mattina stessa, abbiamo anticipato di 30 minuti il ritrovo e abbiamo fatto un 5 Km a zonzo per Lecco ( scelta intelligente se non fosse che ci siamo poi ritrovati alla partenza con le maglie umide e  il sudore che entrava nelle ossa) Alle 8:45 abbiamo raggiunto gli altri amici e da li abbiamo inviato la Manzoniana. All’altezza di Vercurago abbiamo pianificato la nostra variante e abbiamo quindi allungato facendo il giro del lago di Olginate per poi ricongiungerci alla camminata all’altezza della scalinata di San Girolamo. Da li salita al ristoro e discesa in qual di Maggianico per poi proseguire verso Germanedo, Acquate e Garabuso……e qui sorpresina: si sale fino a via don Luigi Monza per poi scendere da via allo Zucco. Devo dire che non me la aspettavo ma, con più di 28 chilometri nelle gambe, sono riuscito a correrla tranquillo e arrivare in Villa Manzoni non dico riposato ma non sfinito.
Alla fine ho chiuso con 6 chilometri di “riscaldo”mattutino e 26 chilometri di manzoniana, per un totale di 32 chilometri e 450 metri di D+.
In sintesi penso che la preparazione a questa maratona stia procedendo bene, i chilometri nelle gambe iniziano ad esserci ma, rispetto a Torino 2012, le gambe reagiscono bene. Ora si continua con una seduta settimanale dedicata agli allunghi e bubbole varie e ancora lunghi….. E domenica tapasciata a Villa San Carlo con un bel gruppo di amici.

Per chi vuole vedere il giro sul mio profilo STRAVA si può vedere senza registrazione

23 Maggio 2013

Spirito di squadra

Cosa serve per la Monza Resegone? Serve un poco di pazzia ma sopratutto serve conoscere il vero significato di alcune parole.

Ho scovato in rete stasera un post di Noemi Gizzi che mi ha fatto riflettere. Di certo il suo spirito non può essere uguale al mio, lei corre per vincere, io per arrivare poichè questa sarebbe la mia vittoria. Ma in alcuni passaggi mi ha fatto riflettere.

Cerco di spiegare il perchè. Quest’anno correrò la “Monza Resegone” la mia prima gara a squadre, anzi ad essere onesto penso sia la prima volta in assoluto che mi cimento in qualcosa dove il risultato non è legato solo ed esclusivamente a me stesso. Chi mi conosce lo sa che non ho mai fatto sport di squadra, uno perchè non mi piacciono, due perchè essendo una sega inumana in tutti ( calcio, basket, pallavolo, ….) non mi sceglieva mai nessuno e quidni ero sempre di troppo. Ma non aver fatto sport di squadra non significa non saper cosa significa “fare squadra”.

Fare squadra secondo me non serve essere gli amici per la pelle, non è necessario che chi corre con te sia quello con il quale fai le ferie da una vita ne serve, anche se devo dire che aiuta, che sia la persona con la quale è tre anni che corri.

Serve che tra la terna ci sia affiatamento e rispetto. Che la tua fatica sia la mia fatica, che ci si capisca con uno sguardo, che uno sappia interpretare i segnali dell’ altro. Devi capire quando dovrai dare il bastone ai tuoi soci e quando lo zuccherino, quando devi smadonnargli dietro e quando devi andargli di fianco e fargli sentire che sei li, capire quando la sua crisi ha bisogno di un gellino, quando ha solo bisogno di due parole, quando di una botta sul culo e quando di una mano alla quale aggrapparsi.

E questo in una terna deve esistere! Questo rapporto intimo non lo costruisci vedendoti la sera a bere una birretta ma solo ed esclusivamente CORRENDO INSIEME, macinando chilometri ridendo e scherzando, soffrendo e bestemiando.

Serve crederci, essere dentro tutti nell’ obiettivo, serve sapersi parlare senza parlare…poi se salti salti, ma non devi avere nessun pensiero di non aver fatto qualcosa o fatto qualcosa di sbagliato.

Dopo questa presopopea vi lascio alle parole della Noemi…..

Riuscire a diventare un unicum”, forse è questo il segreto per essere squadra fino in fondo. Riuscire a sviluppare una tale sintonia di intenti, che quando la tua compagna in gara ti grida cattiva: “Ma che cazzo di ultramaratoneta sei?!?”, tu senti che le vuoi un bene dell’anima, e che in quel momento, nonostante la fatica, non vorresti essere con nessun altro, da nessuna altra parte……….

…..io i più “recalcitranti”, gli individualisti più sfegatati, li porterei a seguire (prima ancora che a correre) la Monza-Resegone. Li posizionerei a Calolzio, e da lì farei in modo che seguissero la lenta salita di tutti, soprattutto delle terne nelle retrovie. Farei in modo che vivessero in diretta l’esperienza di chi avanza bestemmiando per la fatica, spingendo ed incitando i compagni, fermandosi per i crampi ma poi ripartendo. E anche quella di chi accetta serenamente, seppur con le lacrime agli occhi e la rabbia nel cuore, di fermarsi quando un compagno alza bandiera bianca. “Salti tu, salto io”.

Che strano – si potrebbe pensare – può mai una sola notte racchiudere così tanti insegnamenti?  Sì, perché, in fondo, non è una notte come tante altre, è la notte della MO-RE. Chi l’ha vissuta, da protagonista o spettatore, lo sa bene e se la custodisce gelosamente, non fosse altro perché ci ha lasciato un pezzettino di cuore. (cit Noemi Gizzi )

 

2 Maggio 2013

Dario e Willy

Gran bel 1° Maggio quella trascorso a zonzo sulle montagne del triangolo lariano grazie al “Trofeo Dario e Willy” magistralmente organizzato dagli amici dell’ OSA di Valmadreara.

Purtroppo il meteo dei giorni precedenti la gara ha pesantemente messo lo zampino sulla corribilità ( personale essendo io na sega) di questa gara che, come dice Nicola Golinelli ,può essere considerata a tutti gli effetti la SkyRace di inizio stagione.

Partenza dall’ oratorio di Valmadrera dove, dopo distribuzione pettorale e pacco gara ( un bellissimo micropile sempre molto utile), siamo partiti percorrendo da prima un tratto cittadino tra le vie di Valmadrera per poi subito cominciare l’ ascesa ai corni di Canzo. Da subito salita asfaltata per poi passare ad un tratto ( o direi muro) cementato. In prossimità di San Tommaso, abbandonata la strada carrabile, si inizia ad inerpicarsi nel bosco. Primo tratto abbastanza fattibile con un buon fondo ma in prossimità del primo scollinamento comincia il bello: terreno viscido e molto paltoso che ci accompagnerà fino al traguardo di San Tommaso.

Personalmente devo dire che la salita mi ha dato buone soddisfazioni, sono riuscito a tenere il mio ritmo e scollinare in 1:09 con il solito gruppo di amici che ormai sono diventati il mio punto di riferimento ancor più del cronometro. Passato il rifugio breve strappetto e da li fino al “Marisa Consiglieri” un calvario. Rabbia grandissima nel vedermi passare da un pacco di gente superata con il sudore in salita ma davvero non stavo in piedi, terreno argilloso bagnato e compatto, una pista di pattinaggio marrone scuro. Un sacco di gente che passava ( assolutamnete in modo corretto approfittando delle zone larghe o chiedendo con gentilezza), una buona parte vista stampata per terra 🙂 .
Lato piacevole della discesa aver fatto amicizia con un grande della SEV ( mi pare il barbiere) simpaticissimo e di compagnia a bestia.

Arrivati al Cornizzolo bellissimo tratto di strada bianca con quelli che aveva già fatto il giro di boa che transitavano sulla collinetta a fianco strada ( cazzo che rabia vedere Andros, Paolino, Lorenz che mi salutavano), giro di boa e via con l’ ultima ascesa al Monte RAI ( quello dei ripetitori per capirci). Salita assolutamente da non sottovalutare ( infatti ho ripreso gente che poi mi ha ripassato immeditamente visto che l discesa dopo era anch’essa na merda), scollinamento e via tutta discesa fino al traguardo. Seconda discesa anch’essa viscida ma differente dalla prima: se sulla prima cadevi potevi pensare di rotolare limitando i danni ( sempre se ti fermavi prima del burrone 🙂 ) su questa se cadevi erano cazzi acidi essendo pietrosa.

Comunque sia discesa in gestione per poi lasciare andare le gambe e tagliare il traguardo ( con sprintino finale di rabbia) con il tempo di 2:30:03 ( vacca boia sti 3 secondi).  Per la cronaca Nicola Golinelli ha chiuso in 1:26, per dirla in poche parole quando io bestemiavo sulla prima discesa lui tagliava il traguardo. Altra nota lui da Pianezzo a San Tommaso ci ha messo 47 minuti, io la bellezza di 1 ora e 21 minuti, quasi il tempo che lui ci ha messo a fare l’ intera gara, ma questi sono paragoni senza senso, un marziano a confronto di una ameba 🙂

Per chiudere devo ribadire OTTIMA GARA, molto ben organizzata e con paesaggi incantevoli, montagne che conosco poco che ho avuto modo di apprezzare e conoscere. Un’ esperienza da ripetere sperando magari in un po meno fango. Un plauso va a tutto l’ OSA e ai fantastici volontari del Soccorso Alpino, presenti in massa nei punti necessari, che hanno ben attrezzato con alcune corde fisse i passaggi più bastardi.

Ora, visto che il nostro nome SEMMATT compare nella lista delle squadre Monza Resegone, finiamo un primo periodo di gare per metterci di testa verso l’ obiettivo dell’ anno ( va be dai, se mi conoscete bene sapete che qualche garetta la picchio dentro ancora e che non sarà il mio unico obiettivo stagionale) con determinazione e voglia di dimostrare a me stesso che “NULLA E’ IMPOSSIBILE se lo vuoi” o meglio ancora, come era scritto sulla maglia di un ragazzo in gara a Galbiate

“L’ unica cosa più dura della mia determinazione è la terra che sto schiacciando correndo”

NB: magari non la terra schiacciata ieri 🙂

 

22 Aprile 2013

Monte Barro Running: finalmente non piove :-)

Scrivo molto in ritardo ma è stata una settimana presa.
Domenica scorsa abbiamo finalmente corso la prima gara della stagione ASCIUTTA!! Sembra un paradosso ma al 17 Aprile il cielo non ci aveva ancora dato la grazia di una corsa senza fango, acqua e neve.
Sotto la regia del buon Beppe Rainholter si è svolta la seconda edizione della “MonteBarro Running”.

2013_VerdinaBarroUna seconda edizione profondamente cambiata e migliorata dalla prima. Eliminato quasi totalmente  nella seconda parte l’ asfalto e aggiunto un bel tocco di salita in più, andando a toccare quasi la vetta del monte barro prima di iniziare la discesa e passare dall’ eremo.

Domenica stavo bene infatti ho fatto tutto il primo tratto tirando per bene. Un bel andare ( per i miei livelli) peccato che poi all’ inizio del sentiero un bel imbuto ha vanificato tutto perché abbiamo dovuto metterci in coda e andare a passo d’uomo per un bel pezzo.

Comunque una bella manifestazione da rifare l’ anno prossimo e consigliare agli amici.2013_montebarro

Agonisticamente ho chiuso la gara in 1 ora e 26 minuti tagliando il traguardo con l’ amico 2slower Cecco con il quale ho condiviso tutta la discesa. Tra l’ altro entrambi eravamo alla prima gara con la maglia ufficiale della 2SLOW ( gentilmente prestata da Ferruccio indi immaginatevi come era bella attillata 🙂 )

Unica nota negativa della giornata la maleducazione di alcuni corridori  (donne) che all’ imbuto ruzzavano e spingevano per passare quasi a pensare che noi fossimo li in coda per prendere il pullman, per poi piantarsi appena c’era un nuovo strappetto.

E adesso, in attesa di comunicazioni circa la nostra partecipazione alla Monza Resegone, Giovedì 25 Aprile con i “SEMMATT” parteciperò al “Trofeo Adelfio” organizzato dagli amici Falchi dal piazzal a Erna e il 1 Maggio al “Dario e Willy” a Valmadrera.

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